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Zaia alla Conferenza della Fao
il ministro Luca Zaia alla Fao
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19.11.08

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel suo intervento alla 35ma Sessione straordinaria della Conferenza dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, svoltasi il 19 novembre, ha affermato che oggi 850 milioni di cittadini sono sottoalimentati e tre milioni di persone ogni giorno muoiono di fame. L'Italia farà la sua parte, ma è necessario rinnovare quel senso di responsabilità che dovrà dettare l'agenda politica dei prossimi anni.

"Occorre rimettere al centro la produzione agricola per affrontare il problema della fame nel mondo. Oggi 850 milioni di cittadini sono sottoalimentati e tre milioni di persone ogni giorno muoiono di fame. L'Italia farà la sua parte, ma è necessario rinnovare quel senso di responsabilità che dovrà dettare l'agenda politica dei prossimi anni." Queste le parole del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia che il 19 novembre ha partecipato alla 35ma Sessione straordinaria della Conferenza dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao).
"Si tratta di essere coerenti con quanto affermato dal direttore generale della stessa Fao, Diouf, che recentemente ci ricordava che per nutrire i sei miliardi di persone che popolano il pianeta sarebbe necessario raddoppiare la produzione agricola mondiale, spiega Zaia, oggi sarò a Bruxelles, dove entro domani si chiuderà uno storico accordo sulla produzione agricola e sulle responsabilità che in questo campo ciascun paese deciderà di assumersi".
"E' importante avere un'agricoltura forte e competitiva, in grado di dare adeguate risposte ai nostri bisogni alimentari e per farlo dobbiamo quindi sostenere quella che io chiamo la multinazionale dei contadini, gli agricoltori e le imprese agricole; dobbiamo investire e seminare nel futuro; dobbiamo, come ha detto Vandana Shiva, investire nella vera banca che è quella della terra. Una banca che conserva le nostre identità, le nostre storie".
"L'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli sta provocando conseguenze gravissime in molti Paesi, una crisi a cui dobbiamo saper rispondere con un liberismo virtuoso, fatto di regole condivise e rispettate da tutti, continua Zaia, questo significa anche non escludere la possibilità di ricorrere ad intelligenti misure a tutela dei prodotti locali, come i dazi, e, contestualmente, ad un'azione di incentivo della crescita dell'agricoltura nei paesi in via di sviluppo, efficace e mirata".
"Il problema della fame nel mondo non è ancora stato sconfitto: per questo il nostro obiettivo primario deve essere quello, insieme alla Fao, di 'non dare pesce ma insegnare a pescare', come disse a ragione Raul Follereau; di non fare del semplice assistenzialismo, che ripulisca le nostre coscienze oggi scaricando la soluzione del problema sulle spalle dei nostri figli domani, ma piuttosto di stimolare la crescita di un'economia agricola capace di sostenere lo sviluppo di tali Paesi".
"L'Italia è pronta a dare il proprio contributo concreto per affrontare questa emergenza: nel programma della prossima Presidenza italiana del G8, nell'aprile del 2009, sarà previsto un vertice dei Ministri dell'Agricoltura su questo tema, afferma il Ministro, e promuoveremo con la Fao e le altre organizzazioni internazionali una riunione G8 allargata ad alcuni importanti Paesi di diversi continenti, alle Organizzazioni Onu del Polo romano e alla Banca mondiale".
La conferenza ha avuto tra i principali temi di discussione il Piano di azione immediato, elaborato da un Comitato speciale per la Riforma della Fao: si tratta di un piano organico di riforma volto a rendere più efficace la governance dell'Agenzia delle Nazioni Unite e a dotarla degli strumenti necessari per affrontare le nuove sfide presenti nello scenario internazionale.
"Ho letto con grande attenzione i risultati del Piano immediato d'azione per la riforma della Fao e ritengo che l'analisi effettuata ed i suggerimenti proposti rappresentino un'ottima base: la riforma del sistema amministrativo, il cambiamento nella cultura di gestione e della struttura organizzativa sono misure necessarie, che potranno dare un importante contributo al miglioramento dell'efficienza dell'Organizzazione. Per questo, commenta il titolare del dicastero di via XX Settembre, è necessario far partire al più presto il Piano, anche per rispondere alle richieste di cambiamento che vengono dalla maggior parte dei Paesi membri e dai cittadini di tutto il mondo. Il mondo ha bisogno della Fao per il ruolo insostituibile, ma questa importante Agenzia delle Nazioni Unite deve dotarsi degli strumenti necessari per essere un'Organizzazione efficace, concreta e forte".
"Siamo consapevoli che la fame non ha e non deve avere bandiere e nazionalità, conclude il ministro Zaia, ma vogliamo fare la nostra parte fino in fondo e promuovere una maggiore responsabilizzazione su questo problema e una più stretta collaborazione fra tutti i paesi coinvolti".