Sono solo sei gli stati europei che hanno coltivazioni Ogm, la superficie totale coltivata ad Ogm nel continente è diminuita del 12% in un anno. La Germania a fine 2008 ne ha vietato la coltivazione. L’Europa sembra schierarsi contro queste coltivazioni, nei Paesi in via di sviluppo, in Cina, in Brasile invece gli Ogm aumentano.
I sostenitori degli Ogm affermano che utilizzando semi Ogm aumenti la resa dei campi, il rovescio della medaglia è però che i contadini si ritrovano ad usare dei semi brevettati che devono acquistare di anno in anno, dalle Multinazionali. C’è poi il problema della contaminazione: chi decide di essere Ogm-free rischia di avere comunque un raccolto Ogm se nei campi limitrofi vi sono tali coltivazioni.
La sfida per il futuro non è facile, secondo stime delle Nazioni Unite la popolazione mondiale crescerà del 34% e nel 2050 il pianeta si troverà dover sfamare 9,1 miliardi di persone. Secondo alcuni solo gli Ogm possono soddisfare questo bisogno, secondo altri è necessario puntare sulla qualità e sul benessere alimentare di tutti, solo così il mondo potrà salvarsi.
Il 2 marzo la Commissione europea ha dato l'autorizzazione alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora, e all’importazione di alcune varietà di mais Gm.
In questo dibattito ci proponiamo di approfondire la questione attraverso dichiarazioni e interviste ad esperti, ricercatori, professori universitari e divulgatori scientifici.
E' stata ufficialmente annunciata dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia la proroga fino al 2010, di concerto con il Ministero della Salute, del decreto con il quale si sospende in via cautelativa l'uso dei neonicotinoidi per la concia del mais.
"I numeri parlano chiaro, ha affermato il Ministro. Quest'anno, dopo la sospensione, ci sono stati solo due casi di moria di api, contro i 185 dello scorso anno. Non possiamo ignorare questo dato né possiamo abbandonare i nostri 75 mila apicoltori e il milione e più di alveari che abbiamo in Italia".
"Certo è, aggiunge il ministro Zaia, che non vogliamo penalizzare nessuno. Dovremmo quindi avviare un percorso comune con l'industria chimico-farmaceutica per trovare pratiche e prodotti alternativi che abbiano un minore impatto ambientale ma siano altrettanto efficaci."
"Dalla crisi che stiamo attraversando, ha affermato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, emerge un dato chiaro: bisogna difendere l'agricoltura e i suoi valori non solo economici. L'agricoltura del nostro Paese poggia su basi solide, l'Atlante nazionale conta oltre 4500 prodotti tipici, e sul lavoro dei nostri agricoltori, custodi della tradizione e dell'identità dei nostri prodotti, vanto del made in Italy nel mondo.Sono infatti le specificità paesaggistiche e ambientali dei singoli territori che danno ai prodotti italiani caratteristiche uniche di gusto e qualità che li fanno apprezzare ovunque. Specificità che costituiscono delle attrazioni turistiche che tutto il mondo ci invidia e che fanno diventare l'esperienza di viaggio un momento di esplorazione e conoscenza delle buone abitudini alimentari e delle produzioni enogastronomiche di qualità."
Dal 18 al 20 aprile, a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, si è svolto il primo vertice dei Ministri dell'agricoltura dei Paesi G8. L'emergenza alimentare mondiale è il principale tema in agenda; in particolare, obiettivo del Vertice, è individuare una strategia comune per fronteggiare le prossime spirali dei prezzi delle materie prime agricole e per limitare l'impatto di future emergenze alimentari mondiali. Una breve dichiarazione congiunta verrà negoziata e possibilmente sottoposta all'attenzione dei leader dei paesi G8 in previsione del vertice previsto a luglio alla Maddalena.
“Il consumatore deve sapere cosa mangia e deve sapere la provenienza di quello che mangia” ci ha detto Edoardo Raspelli, uno dei critici gastronomici più famosi d’Italia. Chiedendogli il suo punto di vista per quanto riguarda la difesa dei prodotti nazionali ci ha detto che “come è normale che le macchine fotografiche comprate dagli italiani siano made in Japan, è normale che gli Italiani acquistino prodotti agroalimentari made in Italy: la ricchezza di prodotti di qualità che l’Italia vanta è enorme, è da ricordare che il nostro paese detiene il primato europeo di prodotti certificati, e ben venga quindi che i cuochi del Belpaese impieghino nelle loro creazioni culinarie prodotti locali tipici del territorio, solo così si potrà gustare a Milano il vero risotto alla milanese”.
Il vecchio stereotipo del contadino non esiste più. L'agricoltura è giovane ed è sorprendente la quantità di mail inviatemi da giovani uomini e donne che mi chiedono indicazioni su come intraprendere questa strada. A noi il compito di sostenerli e aiutarli, al mondo dei media quello di raccontare un settore strategico dell’economia italiana uscito finalmente dal cono d'ombra cui era stato relegato....
In questi giorni è scattato l’allarme per gli alti livelli di diossina trovati in alcuni maiali allevati in Irlanda. Come ha affermato il ministro Luca Zaia, "la carne italiana è buona, quindi gli italiani devono consumare il più possibile 'prodotto italiano di prossimità', tanto più nel caso della cane suina che è un prodotto autoctono".
Cosa ne pensano gli altri esponenti del mondo agricolo italiano?
Il 20 novembre 2008 è una data storica per il nostro Paese, è la data in cui l’Italia, dopo 24 anni, ha riconquistato il ruolo che le spetta in Europa, è la data in cui è stato siglato a Bruxelles dal Consiglio dei ministri Ue l’accordo sulla revisione della Politica agricola comune.
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