Obbligo di etichettatura d'origine per l'olio, cosa ne pensa il mondo agricolo?
il primo contenitore etichettato secondo le nuove norme
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2.07.09
Arianna Latini

E' un elemento fondamentale per tutelare e valorizzare il 'made in Italy' dalle contraffazioni e dall'assalto dell'agropirateria, sostiene la Cia. È una conquista importante che difende ed esalta la straordinaria qualità del nostro olio d'oliva, afferma Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative.

Primo luglio 2009: una data storica per l'agricoltura italiana perché "finalmente, ha spiegato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, dopo una lunga battaglia comunitaria, diventa obbligatoria in tutta Europa l'etichettatura d'origine per l'olio vergine ed extravergine"
Da ieri è infatti in vigore il Regolamento europeo (N.182 del 6 marzo 2009) che rende obbligatoria l'indicazione in etichetta dello Stato membro da cui provengono le olive utilizzate per produrre l'olio vergine ed extravergine. Grazie alla trattativa italiana, da ora in poi, chi comprerà una bottiglia di olio d'oliva saprà con certezza cosa sta acquistando e sarà pienamente informato sulla provenienza del prodotto.
Per festeggiare questo importante avvenimento, il ministro Zaia ieri ha partecipato ad Assisi alla celebrazione eucaristica di ringraziamento con tutti i lavoratori dell'olio, svoltasi presso la Basilica Superiore di San Francesco.
Alla manifestazione di Assisi, organizzata dal Mipaaf insieme ai Frati Francescani della Basilica di S. Francesco, hanno partecipato, fra gli altri, il vicepresidente della regione Umbria Carlo Liviantoni, il sindaco di Assisi Claudio Ricci, l'assessore all'agricoltura pugliese Enzo Russo, che ha salutato la platea in rappresentanza di tutti gli assessori regionali all'agricoltura italiani e alcuni parlamentari italiani.
Hanno inoltre partecipato all'evento i rappresentanti del mondo agricolo italiano, a partire delle confederazioni agricole e dalla filiera dell'olio, oltre ad alcuni esponenti delle associazioni dei consumatori, che hanno così commentato:

"L'obbligo di indicazione di origine delle olive nell'etichetta dell'olio vergine ed extravergine é il primo passo verso la tutela di tutte le eccellenze italiane che tengono alto il valore delle produzioni agroalimentari italiane nel mondo". Lo sostiene Gerardo Beneyton, presidente del Centro internazionale di ricerca per la valorizzazione dei prodotti di montagna, che ha partecipato alla manifestazione. "Prendiamo atto dell'impegno costante del ministro Zaia per giungere alla storica approvazione della norma europea, però è necessario, ha aggiunto Beneyton, che l'impegno continui, se possibile, in modo ancor più pressante, per salvaguardare tutte le nostre produzioni, in particolare quelle di montagna dove la lavorazione valorizza la tradizione, la storia e la genuinità per affermare sempre più nel mondo le nostre specialità".

Secondo il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi "l'indicazione d'origine sull'etichettatura dell'olio d'oliva è un elemento fondamentale per tutelare e valorizzare il 'made in Italy' dalle contraffazioni e dall'assalto dell'agropirateria. Rappresenta la risposta ferma alle esigenze sia dei consumatori, che chiedono trasparenza e qualità, sia dei produttori che puntano da anni alla qualità. Tutto ciò, però, non deve far dimenticare la grave crisi che da tempo sta investendo il settore".

"Con l'entrata in vigore a livello comunitario dell'obbligo di indicare in etichetta l'origine dell'olio di oliva si apre la strada all'etichettatura trasparente per tutti i prodotti alimentari che sono ancora anonimi, dal latte a lunga conservazione a tutti i formaggi, dalla carne di maiale a quella di coniglio ed agnello, dai succhi di frutta alle conserve vegetali." E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini che ha partecipato alla celebrazione di Assisi. "E' importante che l'Italia, ha precisato Marini, leader nella qualità alimentare, sia promotrice in Europa di una nuova normativa più attenta alla trasparenza degli alimenti per favorire i controlli e consentire ai cittadini di fare scelte di acquisto consapevoli."

"Con l'obbligo dell'indicazione in etichetta dell'origine per gli oli di oliva vergini ed extravergini, attuata con la modifica del regolamento 1019/02, si raggiunge un importante obiettivo per la tutela e la valorizzazione del made in Italy". Secondo Confagricoltura infatti "questo permetterà una maggiore difesa del nostro olio d'oliva dalle falsificazioni, dall'assalto dell'"agropirateria" e dalle sofisticazioni, valorizzando il lavoro dei nostri produttori, che da anni puntano sulla qualità."

Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative ha affermato: "È una conquista importante che, difendendo ed esaltando la straordinaria qualità del nostro olio d'oliva, lo renderà ancora più forte ed apprezzato difendendone la qualità e la trasparenza verso i consumatori".
"Il nuovo regolamento, prosegue Bruni, offrirà importanti garanzie di qualità e trasparenza verso i consumatori e consentirà all'ampia ed eccellente produzione di olio italiano di essere fortemente valorizzata quale elemento competitivo nei confronti di tutti gli altri paesi competitor. Basti pensare che il nostro paese, pur con la metà della produzione, vanta ben 350 varietà di oliveti contro i 16 presenti in Spagna e che abbiamo ben 40 olii italiani Dop e Igp, contro i 6 spagnoli".

"Si tratta di una vittoria ottenuta dai consumatori, che sono a partire da oggi maggiormente garantiti dall'obbligo della provenienza in etichetta nel consumo di olio d'oliva". E' quanto dichiara il dipartimento Sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino (Mdc). "Ci auguriamo ora che l'indicazione dell'origine degli alimenti, spiega Mdc, sia presto garantita anche per molti cibi ancora anonimi per i consumi, come la carne di maiale, la frutta e verdura trasformata, i derivati del pomodoro e dei cereali".

"Bandito finalmente l'abuso dell'olio extra vergine e vergine di oliva made in Italy. Con la nuova etichetta, afferma infine il presidente di Unaprol Massimo Gargano, finisce l'era dei prestigiatori".